Quattro bambole

ottobre 2, 2014 § Lascia un commento

é maria letizia grossi. Sandra Cammelli,  Quattro bambole, ali&no, Perugia, 2014, euro 12.

Questa è una storia, o un intreccio di storie, che inizia con quattro bambole: quelle che fanno parte del racconto della zia, trama di memorie, di trasmissione di esperienza, di affetto, legame profondo tral’anziana e la nipote, io narrante di questo breve, interessante libro. E continua con quattro donne, due nate all’inizio del ’900, due quasi alla fine del secolo. Dunque tutte di generazioni diverse da quella di Sandra: le prime “che mi furono madri e che contestai”, le altre, che talvolta non comprende, ma che sente potrebbero esserle figlie. L’autrice, nella sua riflessione e nelle pagine, ha compreso che nel proprio percorso esistenziale hanno contato e contano anche queste donne lontane per età e comportamenti, oltre che le amiche con cui ha condiviso i suoi anni e le passioni, l’impegno politico e sociale, le letture, la scrittura, le scelte. Comincia così un viaggio verso le vite lontane di due donne che ha conosciuto e che sono entrate a far parte della memoria collettiva e di due giovani, di cui solo può inventare momenti presenti e augurare per il futuro una ricerca di consapevolezza e di autostima, nella speranza di “un mondo più giusto”.

   Il filo è dunque il racconto, coltosulle labbra della zia Lavinia, proseguito ed esteso nella scrittura di Sandra, racconto che è nesso fondamentale nelle relazioni fra donne, come sempre èavvenuto.

   Le parole scendono nell’intimità delle protagoniste e risalgono alla vita pubblica, alla politica che ha attraversato e attraversa i nostri tempi, quella generosa, che vede Sandra e le altre, tra cui le amiche del Giardino dei Ciliegi, presentinella lotta per i diritti delle donne e delle lavoratrici, contro lo strapotere del capitalismo, per la difesa delle istituzioni democratiche, per la pace, per la solidarietà con persone, donne in particolare, emarginate dalla storia e dalla geografia, povere e migranti, precarie nel lavoro, quali sono le due ragazze del libro. La passione civile nutre  queste storie, intrecciandosi strettamente con il quotidiano e le relazioni personali, con le difficoltà e i disagi che mai mancano nelle nostre vite, ma anche con la ricchezza delle nostre esperienze e dei nostri incontri. I nodi e le svolte, sia quelli positivi che quelli dolorosi, ci permettono di crescere in consapevolezza e capacità, di aprirci alle altre, agli altri e al mondo. C’è la storia, nelle pagine di questo libro:Ada che durante il fascismo acquista coscienza politica attraverso il lavoro in fabbrica, che si schiera contro la guerra e legge i libri delle scrittrici impegnate, stimolata dalla figlia; Tina che diventa staffetta partigiana e poi partecipa al movimento femminista; Yohandra, immigrata cubana sospesa tra due mondi, che lotta a denti stretti per fronteggiare il suo disagio e crescere la figlia; Sara, autonoma, vitale e sensuale, accomunata a tante altre ragazze dal lavoro che non c’è, Sara, figlia della sua epoca, che trova difficoltà nella crescita politica.

      C’è anche Firenze che si affaccia dalle righe, soprattutto la zona tra Le Cure, via Faentina e via Boccaccio, dove vivono le quattro donne e dove è nata Sandra, una città osservata e raccontata in diverse epoche, con affascinante suggestione, ma soprattutto quale luogo dove la storia si muove, segnato dalle ingiustizie e dai danni volta a volta provocati da fascismo, guerre, neoliberismo. Anche qui è la scrittura a ricostruire un tessuto, un senso, lanciando ponti di relazioni. Una scrittura che scorre comunicativa, con alcune forme molto personali, rivolta soprattutto a tessere memorie e  tracce di vite, nella loro concretezza soggettiva e sociale.

   Accanto al percorso della partecipazione, dell’impegno e al dipanarsi degli incontri, l’altro movimento che attraversa la trama è quello delle letture, un intertesto costante. Le donne di Sandra leggono, alcune stimolate da altre, i libri sono amati, scambiati e regalati.L’autrice, fine lettrice, intreccia le sue parole con quelle di tante scrittrici, che ben si inseriscono nel corpo del testo: da Alba De Céspedes, a Simone De Beauvoir, Marie Cardinal, Ada Negri, Grazia Deledda, la partigiana Marisa Ombra, Carla Lonzi e gli scritti di Rivolta Femminile, Virginia Woolf, AdrienneRich, Christa Wolf, Marisa Fenoglio. E, dagli scaffali della libreria di Tina, si affacciano molte altre donne che hanno fatto la storia della letteratura femminile. A loro va il grazie di Sandra e il nostro.

 

 

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